Come si leggono le carte nautiche

Come si leggono le carte nautiche

La carte nautiche sono il risultato di anni continui di utilizzo e studio topografico. Da sempre sono state la base con cui i navigatori si sono dovuti confrontare per avere un’immagine del mondo e degli oceani. Ogni rotta prende forma e consistenza nell’essere tracciata su una carta, a testimoniare le miglia percorse. Oggi nell’era dei navigatori GPS cartografici sembra che sia ormai in disuso l’ utilizzo della carta nautica classica, ma in ogni barca la sua presenza è costante, per uno studio minuzioso delle informazioni che essa racchiude.
Ogni atterraggio in porto presuppone lo studio della carta nautica. Ad essa di solito poi si affianca anche il portolano. Le cose principali da conoscere per leggere una carta nautica sono i concetti di latitudine e longitudine che qui non tratteremo ricordando che ai bordi della carta son presenti le gradazioni su cui poggiare il compasso per calcolare le distanze e la declinazione.

L’ago magnetico di una bussola infatti è influenzata dagli effetti del campo magnetico terrestre, cioè non si orienta verso la direzione del Nord Vero (Nv), o geografico, ma verso altra direzione che si dice meridiano magnetico e che definisce il Nord Magnetico (Nm). L’angolo compreso fra questi due nord si dice appunto declinazione e può essere positiva se verso est e negativa se verso ovest. Per una spiegazione più precisa guarda l’utilizzo della bussola magnetica

Nella carta nautica come prima cosa salta all’occhio appunto una rosa graduata che riporta appunto la declinazione magnetica locale riferita ad un dato anno  e la sua variazione annua in aumento o diminuzione in maniera tale che si possa procedere al suo aggiornamento per l’anno in corso. Quindi con latitudine, longitudine e declinazione potremmo fare poi i nostri calcoli per la rilevazione del punto nave sulla carta.

Oggi questi calcoli poi sono passati in secondo piano grazie ai software cartografici. Ma se è facile dimenticarsi dei calcoli, altri simboli ci verranno in aiuto, dove saranno indicati gli scogli, le secche e i relitti, oltre alle zone circoscritte alla navigazione. Sono inoltre presenti poi i simboli che indicano i radiofari e i fari luminosi con i relativi tempi per indicare gli intervalli temporali tra il lampo e il buio o lo scintillio. Ma importanti rimangono anche le segnalazioni di cavi e tubi sottomarini, affinchè non ci si ancori nei loro pressi e le navi da pesca evitino di calarci le reti a strascico. Stessa importanza ricoprono le linee batimetriche o isobate, che sono quelle linee che congiungono punti di uguale profondità con relativo numero di metri di fondale. Di seguito potete cliccare un paio divolte per ingrandire la legenda.

Gian Filippo Pellicciotta

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