GC32 vola con il foiling già da 8 nodi

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Foiling

Dopo sei mesi di intense attività il GC32 è riuscito dopo molte sperimentazioni ad avere un assetto tale da poter già volare con 8 nodi di vento. Il design è Martin Fischer, il catamarano è in produzione presso Premier Composite Technologies a Dubai con timoni a profilo di T e derive a forma di J. Con i suoi nuovi foil il GC32 è stato sottoposto a prove in mare a La Grande Motte nel sud della Francia con risultati spettacolari.
Finora la barca si è dimostrata in grado di volare in appena otto nodi di vento e straordinariamente può farlo non solo in poppa ma anche di bolina una cosa che si è vista raramente anche sui AC72 fino a quando Oracle Team USA non ci è riuscito nella fase finale della Coppa. La cosa più interessante è che per fare tutto questo il GC32 utilizza una vela tradizionale “morbida” e lo fa stabilmente.

La barca dalle prime impressioni sembra sorprendentemente facile da gestire anche per un equipaggio di capacità media. Dopo appena due settimane di navigazione il catamarano ha raggiunto più di 20 nodi in meno di 10 nodi di vento: ha fatto inoltre registrare velocità prossime a quelle di un trimarano della classe ORMA 60, punte raggiunte solo con randa e fiocco senza l’utilizzo del gennaker.

La chiave per elevate prestazioni sta nelle sue appendici di ultima generazione. Nel profilo assomigliano alle lamine utilizzate sui AC72 che formano una V quando questa è abbassata per poi inclinare verso l’interno quando è sollevata, trasformando la ‘ V’ in una piccola L. Ma è qui che finisce ogni somiglianza. Il concetto di stabilità si basa su questo assunto: più veloce la barca va, più il foil solleva fuori dall’acqua e quindi fornisce meno portanza. Viceversa se la velocità della barca si abbassa, il foil è più immerso esponendo una maggiore superficie della lamina che fornisce a sua volta più portanza.

Al momento si stanno studiando le torsioni in manovra per ottimizzare gli spessori dei materiali compositi. “La prima volta che abbiamo navigato è stato un enorme sollievo quando abbiamo volato subito. Queste sono appendici di quinta e sesta generazione, sulla scia di tutto il lavoro fatto con Groupama e il Flying Phantom , quindi sapevamo che non partivamo da zero. Volevamo avere una barca molto stabile, permettendo alle persone di volare molto facilmente e anche quando si sta facendo 27 nodi a bordo è tutto tranquillo e gestibile.”

Gian Filippo Pellicciotta

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