JAMES CAIRD


Dato che Shackleton inizia la sua navigazione dall’isola di Elephant a 61 gradi Sud con destinazione intorno a 54°S la James Caird si troverà ad attraversare in pieno la furia dell’oceano per 870 miglia nautiche.
Conscio di dover affrontare onde più alte della stessa lunghezza della barca e delle scarse speranze di successo, decide di caricare viveri per non più di quattro settimane consapevole del fatto che, se non avranno raggiunto la Georgia del Sud entro quel periodo significherà che sono affondati o irrimediabilmente persi nei mari antartici.

Per questo viaggio Shackleton si fa accompagnare dai marinai Tim McCarthy e John Vincent e dall’ufficiale pluridecorato Thomas Crean. Viene inoltre imbarcato il carpentiere della spedizione, Harry McNish, che inizia subito a lavorare alla James Caird alzandone i bordi, rafforzando la chiglia e costruendo un ponte improvvisato in legno e tessuto intriso di olio e sangue di foca per renderlo impermeabile. La zavorra consisteva in sassi posti a centro barca.

Il navigatore sarà Frank Worsley cui spetta il difficile compito di verificare la rotta con il solo ausilio di un sestante e di un cronometro conscio che mancare il bersaglio significherà condannare l’equipaggio.

Il 24 aprile 1916 la nave lascia l’isola Elephant”.

Gian Filippo Pellicciotta