Marineria: tatuaggi dispari e orecchino

Tatuaggi dispariMarineria: tatuaggi dispari e orecchino — I tatuaggi sono presenti in tutte le culture del mondo sin dagli albori della civiltà umana. Il termine tatuaggio deriva dal polinesiano tatau. Il legame molto forte che lega il tatuaggio al mondo dei marinai e della marineria in generale è dovuto al fatto che questo tipo di disegno permanente fu importato dai marinai olandesi. Furono loro infatti nei numerosissimi viaggi commerciali verso la Polinesia che diedero inizio ad una pratica ricca di significati. In Polinesia conobbero le tipiche decorazioni legate all’oceano.

Esiste una piccola tradizione riguardante anche il numero di tatuaggi che una persona dovrebbe avere sul suo corpo e che dovrebbe essere un numero dispari e che in numero pari questi porterebbero sfortuna. Il fatto è che storicamente il tatuaggio veniva realizzato dai marinai nel porto di partenza, successivamente poi ne seguiva uno nel porto di arrivo, per poi farne un terzo a viaggio terminato a casa. Non farne un terzo chiaramente avrebbe sancito cattiva sorte e lontananza dagli affetti. Da qui la consuetudine dei tatuaggi dispari.

Un’altra interessante pratica marinara è quella dell’orecchino d’oro che è possibile portare all’orecchio dopo il passaggio di Capo Horn. Una volta superato da tradizione si poteva anche fare pipì controvento. L’orecchino si può portare a destra o sinistra se si è lasciati il Capo a dritta o a sinistra, quindi con maggior rispetto verso chi lo porta a destra, dato che lo ha superato controvento. In realtà comunque esistono diverse tradizioni circa l’ usanza dell’orecchino, che sarebbe servito di ricompensa a chi avesse seppellito il marinaio defunto. Nella tradizione francese si potevano portare fino a quattro orecchini, ognuno rappresentante un grande Capo (capo Horn,capo di Buona Speranza, Leuween, capo Finisterre). Più orecchini stavano quindi ad indicare maggiori competenze e anni in mare, stabilendo a colpo d’occhio la valenza del marinaio.

Gian Filippo Pellicciotta

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