Navigare in solitario: Marin-Marie e il suo timone a vento

Nel 1936 Marin Marie partì da New York attraverso l’Atlantico fino ad arrivare a La Havre in Francia con il suo piroscafo di 13,05 metri di nome Arielle. Egli costruì un efficiente sistema di timoneria automatica che fu il preludio ai seguenti timoni a vento, che si iniziarono a vedere sulle barche che attraversavano gli oceani. L’apparecchio era del tipo detto Vane Gear (che permette ai modelli che navigano su specchi d’acqua in miniatura di seguire la rotta voluta dal proprietario). Il principio è quello delle girandole. Una banderuola verticale semplice o a forma di “V”, è montata su un asse pure verticale e ben esposta al vento: si mette quindi “in Bandiera” come tutte le girandole. Questa banderuola agisce sul timone, o, nel caso di una barca grande, come nel caso dell’Arielle, su un timone ausiliario. Per regolarlo, dopo aver messo la barca in rotta, servendosi del timone, si lascia che la banderuola si metta con l’asse nel vento, e quindi si rende solidale con il settore. Nel caso della banderuola a forma di “V” sarà la bisettrice del diedro che si disporrà nell’asse del vento apparente. Ogni straorzata rispetto al vento apparente, sarà subito corretta dall’azione della banderuola, spinta dal vento, sul timone. Importante ricordare che il sistema deve essere regolato quando la barca è in moto, perchè il suo funzionamento è basato sul “vento apparente” che è la risultante del vento reale e del moto della barca.

Gian Filippo Pellicciotta

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