Navigatori solitari e sonno: la cronobiologia di Claudio Stampi

 Claudio Stampi

Claudio Stampi viene definito “Doctor sleep”. I suoi studi sul sonno e la cronobiologia sono utilizzati ampiamente nella navigazione in solitario. Velisti del calibro di Ellen McArtur si sono avvalsi della sua consulenza nella preparazione di lunghe traversate oceaniche, dove la gestione del sonno è fondamentale.

Anche alcuni astronauti hanno avuto le sue consulenze. Il sonno in queste esperienze viene ad essere definito polifasico. In una nostra precedente intervista a Matteo Miceli, già il noto velista ci accennava alle tecniche di sonno a comando. Sopratutto viene ad essere privilegiato lo stato di efficienza mentale in base ai ritmi biologici del corpo umano seguendo gli schemi del ciclo Circadiano.

I suoi studi spaziano dalla neurologia alla biologia, fino all’ ingegneria biometrica. Venerdì 28 febbraio il Dott. Stampi terrà un seminario allo Sporting Club riva di Traiano, a cui dovranno partecipare obbligatoriamente gli iscritti alla prossima RomaX1, la prima manifestazione per solitari in Italia.

“Ho iniziato a studiare i navigatori solitari più di vent’anni fa, perchè ero interessato alla privazione del sonno in situazioni dove non lo puoi evitare. La navigazione in solitario è un modello molto interessante perchè il velista è da solo e il fisico, la mente e l’intelletto devono lavorare in sintonia. Il cervello deve essere perfettamente equilibrato”

“Lavorando con i velisti impegnati a competere in solitario su lunghe distanze”, fa notare Stampi” abbiamo scoperto che i migliori risultati in termini di concentrazione e qualità della vita, si ottengono dormendo circa 4 ore al giorno, con 4 ore di veglia intervallate da sonnellini che possono variare dai 30 ai 60 minuti”.”Essere in grado di dormire un’ora in meno degli avversari può fare la differenza, a patto che non compromettere le capacità cognitive. E’ possibile raggiungere questo obiettivo adottando quello che io chiamo un sonno polifasico. Abbiamo osservato tre gruppi di persone che per un mese hanno dormito solo tre ore al giorno. Un gruppo dormiva tre ore di fila, un secondo gruppo riposava due volte al giorno, il terzo gruppo dormiva mezz’ora ogni quattro ore. Alla fine della sperimentazione quest’ultimo gruppo poteva vantare migliori prestazioni cognitive”

“Ogni persona ha il suo, e ci vuole tempo per trovarlo. In generale tra le tre di notte e le quattro di pomeriggio il sonno è ristoratore. Mai appisolarsi tra tra le 18 e le 20: in queste ore il riposo non ricarica le batterie. Probabilmente è un retaggio dei nostri antenati, che nel tardo pomeriggio erano al massimo dell’allerta perché in cerca del miglior riparo per la notte. Si può quindi massimizzare il sonno ma non bisogna sconvolgere i bioritmi umani frutto di un lungo adattamento al mondo”

Ricordiamo che Claudio Stampi è velista ed ha partecipato a due giro del mondo inclusa la Whitbread Race 1981-82, dove ha ricoperto il ruolo di capo scientifico e Skipper su la barca di ricerca scientifica chiamata appunto “La barca laboratorio”.

Gian Filippo Pellicciotta

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