La caravelle di Cristoforo Colombo: la Pinta

La Pinta era una nave della spedizione di Cristoforo Colombo; si sa con certezza solo che era una caravella a vele quadre. Le varie ricostruzioni che ne sono state tentate, mostrano una velatura composta da una grande vela quadra di trinchetto ed una di maestra, mentre l’albero di mezzana, quello poppiero, sosteneva una lunga antenna della vela triangolare latina.

La replica della caravella Pinta di Cristoforo Colombo

La replica della caravella Pinta di Cristoforo Colombo

Questo tipo di vela deve la sua denominazione ad una distorsione dell’espressione “alla trina! e cioè di forma triangolare tale vela sembra avere un’origine araba, ma non è escluso che questo popolo l’abbia importata nel bacino del Mediterraneo dall’oriente. La Pinta, che significa variopinta, venne noleggiata da Colombo presso Gomez Rascòn e Cristobal Quintero, che furono anche i comandanti della nave assieme a Martin Alonso Pinzòn. Essa aveva come pilota Francisco Martin Pinzon, fratello del comandante. La ricostruzione italiana della Pinta indica come essa fosse dotata di castello a prua, cassero di poppa e casseretto, cioè di un secondo ponte più piccolo sopra il grande ponte di poppa, il cassero appunto. Non si hanno indicazioni, nè misure utili, circa le scale di accesso a questi due ponti sovrapposti, né si conosce il numero di gradini che le formavano, altrimenti da tali dati, si sarebbe potuto stabilire la dimensione dei ponti stessi.

Pinta: la Caravella di Cristoforo Colombo

Pinta: la Caravella di Cristoforo Colombo

Si può comunque dedurre che il ponte del cassero doveva certamente trovarsi al di sopra della barra del timone altrimenti questa avrebbe urtato contro la base dell’albero di mezzana. L’altezza del cassero, potrebbe essere determinata in 1,20 m. circa, spazio appena sufficiente per potervi installare un dormitorio per l’equipaggio. Il castello di prua, a quei che se ne può dedurre, aveva invece un altezza di 1,40 m. per poter permettere con un minimo di praticità, la manovra dell’argano dell’ancora. Dal giornale di bordo di Colombo, in data 8 ottobre 1492 si legge: “….Durante la notte sembra che si sia veleggiato a 15 miglia all’ora…”.

Giova ricordare che il miglio dell’epoca equivale in effetti a 0,8 miglia marine attuali. Inoltre durante il viaggio di ritorno, ed esattamente il 6 febbraio 1493, si tenne per 11 ore una velocità di 14 miglia, pari a 11,2 miglia attuali all’ora. Media che può tenere oggi un medio piroscafo da carico e dimostra come la Pinta fosse una buona barca, e se è vero come si legge dal diario di Juan de La Cosa, proprietario e pilota della Santa Maria, che la caravella era sovente ben più avanti delle altre due navi. Vi sono varie teorie sulla struttura della Pinta, ed in generale delle navi di Colombo, ma in ogni caso le differenti ipotesi nulla tolgono o aggiungono a queste tre splendide navi, il cui ricordo rimarrà per sempre nella storia della civiltà.

Modellino delle caravella Pinta

Modellino della caravella Pinta

La caravelle di Cristoforo Colombo: la Pinta
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